La storia di Gelsomina


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La sezione Testimonianze è uno spazio speciale che racconta storie di vita trasformate dalla potenza dell’amore di Dio. Sono storie di persone che hanno vissuto nel “buio”, in balia degli eventi della vita, delle sofferenze e delle delusioni da cui spesso si è sopraffatti e che fanno sperimentare quel senso di disperazione che impedisce di vivere serenamente il presente e di guardare con positività al futuro. Pur diverse tra loro, queste storie hanno in comune un incontro speciale, quello con Dio, l’unico che può tenderti la mano e rialzarti. Non c’è problema troppo grande per Lui né situazione troppo difficile da affrontare…. Lui è il Dio delle cose impossibili! Con queste testimonianze vogliamo incoraggiarti a non mollare e dirti che, qualunque situazione tu stia vivendo, non sei solo…Dio è con te!

INTRO – L’Amore del Signore
Ci sono delle cose che si fanno perché non ne possiamo fare a meno, ce ne sono altre che si fanno perché è giusto che sia così, altre ancora perché ne siamo costretti. Nella vita non sempre facciamo quello che vorremmo, e anche quando questo accade, non è detto che riusciamo ad essere delle persone contente che dimostrano la loro felicità e che soprattutto la fanno percepire agli altri. Per Dio non è così. Ogni atto di Dio è caratterizzato dall’amore, amore che si sprigiona in tutte le sue forme, amore che ci fa sentire amati, importanti, che ci riempie il cuore di gioia. L’uomo ha bisogno di sentirsi amato perché è proprio nell’amore che sviluppa il meglio di sé. Dio tutto questo lo sa e lo manda ad effetto ogni giorno nella nostra vita. Amore significa non guardare alla persona che abbiamo di fronte, tenendo presente tutto quello che ha fatto contro di noi. Amore vuoi dire guardare una persona con tutti i suoi problemi, tutti i suoi errori, tutte le sue necessità e dichiararci disposti a dimenticare tutte le offese e ad essere pronti a dargli una mano. Questo fa Dio con noi. Come il corpo ha bisogno di nutrirsi per affrontare i lavori quotidiani che è chiamato a fare, anche l’anima ha bisogno degli alimenti che Dio ci procura giorno dopo giorno attraverso la sua parola. Dio è vicino a noi, Egli vuole amarci, curarci, ammaestrarci, consigliarci; siamo noi che troppo spesso lo trascuriamo non dando ascolto a quello che la sua voce incessantemente cerca di dirci. Dio ci vuole dare una mano, stendiamo la nostra e dichiariamo di volerci avvicinare a lui. Egli ci colmerà di benedizioni per amore del suo nome, perché questa è la volontà di Dio: amare il suo popolo non globalmente, ma singolarmente, Dio vuole amare tè, proprio tè, dagli il tuo cuore ed egli lo riempirà del frutto del suo Spirito.

La storia di Gelsomina , è ancora una dimostrazione di come Dio si lascia trovare da chi lo cerca con tutto il cuore.

LA STORIA DI GELSOMINA
Mi chiamo Gelsomina e vengo da Napoli, ho 19 anni, e faccio parte del gruppo: “Cristo è la Risposta” . Sono nata in una famiglia che ha sempre avuto problemi fin da quando ero piccola. I miei genitori non andavano d’accordo, inoltre avevo un fratello drogato ed uno omosessuale. Questa situazione mi ha portato a vedere sempre cose negative intorno a me, perché non ricevevo nessun affetto da parte loro, anzi spesso vedevo che si picchiavano. In casa c’era sempre guerra, e questo mi influenzò in maniera negativa anche in seguito. Ricordo che all’età di 7 anni, mentre frequentavo la scuola, sentivo dentro di me delle tendenze diverse dagli altri, desideravo giocare con i giocattoli dei maschi: macchinine, robot ecc… I miei genitori mi accontentavano senza rendersi conto delle conseguenze alle quali stavo andando incontro. Quando avevo circa 10 anni i miei genitori divorziarono, e iniziò dentro di me una ribellione nei loro confronti e nei confronti delle persone che mi circondavano, perché non mi sentivo amata da nessuno, e questo mi portava a non amare gli altri. Gli anni passavano ed io non accettavo la mia identità, volevo sempre uscire con i pantaloni, avere i capelli corti e girare con la moto. Ho cominciato a frequentare ragazzi più grandi di me. Alcuni di loro avevano problemi con droga e delinquenza, e io fui molto influenzata da loro, infatti vivevo in un quartiere malfamato di Napoli. Tornavo a casa tardi la sera, e quando mia madre cercava di dirmi qualcosa io la picchiavo. All’età di 12 anni sono stata presa dalla polizia e rinchiusa in un riformatorio per 4 mesi. Pensavo che quello fosse un posto dove sarei cambiata, invece quando sono uscita ero peggiore di prima. Tre mesi prima di entrare nel gruppo mio fratello mori per droga. Rimasi scioccata: trovare mio fratello morto in casa fu un duro colpo per me. Questo triste episodio cominciò a
farmi riflettere. Pensavo: “E’ possibile che questa sia la vita? E’ possibile che non ci sia una speranza per una persona come me?” Oggi posso ringraziare Dio perché alcuni anni fa mia zia mi portò alla tenda, e li per la prima volta ascoltai il Vangelo. Mi fu detto che c’era qualcuno che mi amava e che aveva dato se stesso per me. Iniziai a cercarlo e a chiedere a lui di cambiare la mia vita, non mi accontentavo di ciò che mi dicevano gli altri, volevo sperimentare personalmente Lui nella mia vita. Dio ascoltò il desiderio dei mio cuore, infatti qualche mese dopo, mentre la tenda si trovava a Bagheria (Sicilia), il Signore si fece conoscere da me. Piansi e chiesi perdono a Dio chiedendogli di entrare nella mia vita e di fare un’opera profonda in me. Gesù è entrato nella mia vita, ha fatto un opera dentro di me, e nonostante le mie mancanze Lui è sempre fedele. E’ bello anche poterlo servire e raccontare agli altri che Lui è vivo e che c’è una speranza per questo mondo che muore.


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