La storia di Gabriele


    gabriele


La sezione Testimonianze è uno spazio speciale che racconta storie di vita trasformate dalla potenza dell’amore di Dio. Sono storie di persone che hanno vissuto nel “buio”, in balia degli eventi della vita, delle sofferenze e delle delusioni da cui spesso si è sopraffatti e che fanno sperimentare quel senso di disperazione che impedisce di vivere serenamente il presente e di guardare con positività al futuro. Pur diverse tra loro, queste storie hanno in comune un incontro speciale, quello con Dio, l’unico che può tenderti la mano e rialzarti. Non c’è problema troppo grande per Lui né situazione troppo difficile da affrontare…. Lui è il Dio delle cose impossibili! Con queste testimonianze vogliamo incoraggiarti a non mollare e dirti che, qualunque situazione tu stia vivendo, non sei solo…Dio è con te!

Ho 45 anni e sono nato a Napoli. Fin da piccolo notavo dentro di me qualcosa, che mi faceva sentire diverso dalle altre persone. Ricordo che mi piaceva giocare con le bambole, provavo piacere a ritrovarmi in luoghi femminili. Non comprendevo cosa significasse questo, ma ero consapevole di essere diverso da tutti gli altri bambini. Mia madre mi sgridava e mi diceva che non dovevo essere così, che io ero un maschietto e non una femminuccia, e questo mi faceva sentire molto male perché io avrei voluto cambiare, a volte, ma sentivo dentro di me un desiderio troppo forte e non comprendevo di cosa si trattasse. Dicevo dentro di me: “Io non voglio farlo, però è qualcosa che mi piace, perché non farlo, cosa c’è di male?”.
Però sapevo che non tutti la vedevano come una cosa normale, a cominciare dai miei genitori e dai miei amici che mi prendevano in giro dicendomi che io ero una femminuccia. Non riesco a definire come, ma mentre crescevo questa “seconda personalità” prendeva forza in me. Ricordo che durante le scuole elementari guardavo un mio compagno di scuola, lo guardavo affettuosamente e sentivo che ero attratto da lui, come se avessi voluto essere qualcosa di più per lui. Così crebbi con questa bugia nella mia mente.

L’INFANZIA
Desideravo vestirmi in una maniera diversa, cercavo sempre le cose colorate e venivo attratto da roba femminile: abiti, lustrini e tutto ciò che luccicava. Ricordo che cominciai ad avere dei contrasti in me, perché non volevo accettare il fatto di essere un uomo. I miei mi chiusero in un collegio pensando di farmi del bene, ma questo non servì a niente. A 16 anni uscii da quel collegio dicendo a mia madre di essere cambiato, invece ero sempre lo stesso, anzi quel desiderio era cresciuto ancora di più. Venivo attratto dagli omosessuali che vedevo a Napoli nei quartieri spagnoli dove abitavo. Cerano molti giovani che si truccavano da donna e si prostituivano, ed io ero attratto da quel loro modo di vivere. Dentro di me la ribellione nei confronti dei miei genitori aumentava, e proprio in quel periodo conobbi un amico, che alimentò questo mio sentimento, dicendomi che loro non potevano impedirmi di essere quello che ero. Decisi così di andare a vivere con questo mio amico, il quale mi faceva da maestro sul come comportarmi, dandomi insegnamenti sul come somigliare il più possibile ad una donna. Mi insegnò a togliermi le sopracciglia, a truccarmi, e vestirmi da donna. Per me era una continua euforia, poter fare tutto ciò che io avevo sempre desiderato. Mi fece comprendere che io dovevo essere così perché era qualcosa dentro di me, e io gli credevo. Pensavo che quella era la via che io dovevo intraprendere e che non vi era altra soluzione per la mia vita.

UN TUNNEL TENEBROSO
vivendo per la strada e non avendo un lavoro cominciai a prostituirmi. Mi piaceva farmi guardare, volevo dare sfogo a tutto quello che avevo represso dentro di me, questa femminilità che mi dominava, questo modo di essere diverso, ma poi realizzai la sofferenza di essere emarginato dalla società. Pensai che mi dovevo completare e trasformare, infatti feci anche delle cure ormonali, e cercavo di perfezionarmi nell’imitare le donne, perché dicevo: “Io sono così, e devo realizzare questo mio “essere”, nessuno me lo potrà impedire, cosa c’è di male?”. Pensavo che fosse stato uno sbaglio della natura, così cercavo dì dare una spiegazione per giustificare questo mio modo di vivere. Vedevo altri vicino a me che vivevano nella mia stessa realtà, modificando il loro corpo e il loro viso con interventi chirurgici per far scomparire quel loro aspetto mascolino e renderlo femminile. Ma c’era sempre qualcosa dentro di loro che non reggeva. Cadevano in depressione perché non si sentivano accettati e non avevano realizzato quello che pensavano fosse stato il loro sogno.

I PRIMI BAGLIORI
Una volta tornando a casa verso sera stavo così male, che mi sentivo morire dentro, cominciai a piangere e a gridare a Dio dicendo: “Dio, perché sono nato? Perché soffro tanto? Perché non posso vivere come una persona normale, avere una moglie dei figli, essere felice, amare, vivere una vita tranquilla?”. Poi mi misi a letto e cominciai a pregare, e ad un tratto sentii una grande gioia. Questa esperienza lasciò un segno nel mio cuore. Ne parlai con qualche amico dicendo: “Ci deve essere qualche modo per cambiare, perché dobbiamo continuare a fare questa vita? Non possiamo vivere con questa bugia nella mente non stiamo accettando noi stessi, e non siamo accettati dagli altri!”. Ma mi sentivo rispondere: ‘Va bene, ma tu cosa vorresti fare? Questa è la nostra vita, ormai siamo nel giro e non ne possiamo uscire!”.

L’AMORE DI DIO
Poco tempo dopo, incontrai un vecchio amico omosessuale che non vedevo da ormai quattro anni. Avevo sentito che lui aveva fatto una esperienza nuova. Quando lo incontrai lo vidi veramente cambiato, vestiva in maniera normale, ma soprattutto vedevo che c’era sincerità nel suo cuore. Lui mi disse di come Dio l’aveva veramente trasformato, e disse che Egli l’avrebbe fatto anche con me. Ricordo che quella mattina stavo andando all’ospedale a trovare un mio amico malato di A.I.D.S. che stava morendo, vedevo nei suoi occhi il terrore della morte, non tanto della morte fisica, ma il terrore di morire senza Dio. Compresi che dovevo fermarmi, che dovevo veramente arrendermi. Un amico cristiano mi disse che se avessi chiesto perdono, pregando con tutto il mio cuore. Gesù avrebbe perdonato i miei peccati e cambiato la mia vita. Mi aiutò a leggere Bibbia dove scoprii l’amore di Dio per me. Così invitai Cristo nella mia vita, e l’amore di Dio cambiò il mio cuore e i miei desideri, aprendo i miei occhi alla verità. Ricordo che la sera, di ritorno dalle riunioni di preghiera, arrivato a casa mi guardavo allo specchio e vedevo il vero Gabriele. Oggi per me dopo tanti anni di fede. Dio è reale come il primo giorno che l’ho incontrato. Questo è il mio Dio, non un Dio morto, ma colui che vive nei secoli.


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