La storia di Angela


    Luftballong


La sezione Testimonianze è uno spazio speciale che racconta storie di vita trasformate dalla potenza dell’amore di Dio. Sono storie di persone che hanno vissuto nel “buio”, in balia degli eventi della vita, delle sofferenze e delle delusioni da cui spesso si è sopraffatti e che fanno sperimentare quel senso di disperazione che impedisce di vivere serenamente il presente e di guardare con positività al futuro. Pur diverse tra loro, queste storie hanno in comune un incontro speciale, quello con Dio, l’unico che può tenderti la mano e rialzarti. Non c’è problema troppo grande per Lui né situazione troppo difficile da affrontare…. Lui è il Dio delle cose impossibili! Con queste testimonianze vogliamo incoraggiarti a non mollare e dirti che, qualunque situazione tu stia vivendo, non sei solo…Dio è con te!

Mi chiamo Angela sono nata a Campobasso e ho 30 anni. Fin da ragazza ho sempre creduto che ci fosse qualcuno che ci guardava dal cielo, ma lo vedevo come un semplice spettatore nella nostra vita e non come qualcuno che potesse entrare a farne parte in modo travolgente. Mi sono sempre sentita speciale ed ho sempre saputo di essere qui per un motivo preciso, ma non ho mai approfondito questa cosa. Ricordo vari episodi che mi hanno fatto assaporare la presenza di un qualcosa di meraviglioso; una volta mentre ero in bicicletta (vuoi perché ero in un’età spensierata o perché era semplicemente una bella giornata primaverile) mi sono sentita sollevare da terra da una sensazione di gioia che è difficile da spiegare che mi partiva dal più profondo del cuore. Questo episodio è ancora chiaro nei miei ricordi come se fosse accaduto ieri. Anche quando la domenica andavo a messa e prendevo la comunione mi sentivo invadere da una gioia indescrivibile ed era come se camminassi ad un metro da terra, perché sapevo di essere speciale agli occhi di Dio. Crescendo però succede che tutto intorno a noi ci fa vedere altro. La mia vita dopo l’adolescenza è stata abbastanza piatta; non uscivo quasi mai ed ero molto apatica, sono sorti in me molti dubbi e paure; ho cominciato a chiedermi il motivo della nostra esistenza su questa terra, del tipo: chi siamo?, cosa facciamo? dove andiamo?; la vedevo come una grande fregatura: nasciamo, viviamo, soffriamo e moriamo. Non riuscivo più a sentire quella gioia in me. Mi sono poi fidanzata e da li non pensavo più a niente, come se di ciò che accadeva intorno a me non mi importasse; poteva anche crollare il mondo, io mi sarei spostata più in la. Venne poi il mio matrimonio e vivevo in uno stato di felicità che mi ero costruita molto scrupolosamente. Ma ricordo di una volta che ero abbracciata a mio marito e sentivo la sensazione di un grande vuoto in me; allora cominciai ad abbracciarlo talmente forte che gli feci male e mi rannicchiai sotto il suo braccio come se gli volessi entrare dentro pur di non sentire quel vuoto, ma questo non servì. Cercavo di evitare pensieri profondi fino al giorno in cui mio padre fu ricoverato in ospedale per un problema serio, li mi sentii impotente e cominciai a chiedermi il perché di questi avvenimenti e su come Dio potesse permetterli. Come se non bastasse, in quello stesso periodo, anche mia madre ebbe un grande problema che la costrinse ad un intervento chirurgico e lì ebbi un vero e proprio crollo psicologico. In quel periodo, Graziana, una delle mie sorelle frequentava una chiesa cristiana evangelica formata da persone che secondo me erano un po’ strane, le vedevo sempre contente, fiduciose, ottimiste, e con l’abitudine di pregare per ogni cosa bella o brutta si dovesse fare. Ma nelle quali non so perché ho riposto la mia fiducia sapendo che loro avrebbero potuto pregare per i miei genitori e che Dio li avrebbe ascoltati. E’ una cosa difficile da spiegare ma sapevo che Dio li ascoltava e che avrebbe operato attraverso di loro. Si recarono così in ospedale pregarono per i miei che si rimisero. Io rimasi segnata da quel!’ avvenimento, non ero più la stessa persona: da un lato ero contenta per i miei genitori dall’altro ero sempre triste, Impaurita da qualsiasi avvenimento della vita che non rispecchiasse le mie aspettative, persi molti chili ed iniziai ad entrare in una forma di depressione. Non volevo stare più in casa da sola; la notte avevo il timore di dormire per paura di sognare qualcosa di brutto e la mattina appena sveglia, mi buttavo giù dal letto per paura che dei brutti pensieri mi assalissero, avevo il disperato bisogno di un aiuto, ma ero troppo orgogliosa per chiederlo. Arrivai al punto di maledire il giorno della mia nascita e mi promisi che non avrei mai messo al mondo dei figli per poi farli soffrire così. Mia sorella Graziana si accorse di questo e cominciò a parlarmi dell’amore di Dio, di quello che ha fatto per noi e di come solo lui avrebbe potuto aiutarmi ad uscire da quella situazione se solo io gli avessi dato il permesso di farlo; mi recitò dei versetti biblici che mi colpirono molto e che secondo me erano come semi buttati in un campo, dovevo solo aspettare che portassero il loro frutto, e cosi invitai Gesù ad entrare nella mia vita una notte in camera mia, mentre ero in una crisi tremenda di pianto e spaventata, lo invitai a parlarmi e a vivere in me e soprattutto gli chiesi di non tardare perché non sopportavo più quella situazione di paura. E’ stata un’esperienza bellissima, era come se Lui fosse lì davanti a me e cercava di consolarmi. Iniziai a frequentare dei gruppi di preghiera con delle persone che mi hanno aiutato ad irrigare quel campo arido che era il mio cuore in modo da portare molto frutto successivamente. Da allora non mi sono mai allontanata da Dio e non intendo farlo, mi aggrappo a Lui in ogni situazione della mia vita bella o brutta che sia e non intendo lasciare la presa.


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