La pena di morte


    gurney

LA PENA DI MORTE
Mia figlia è stata stuprata, seviziata e poi uccisa…ed io dovrei perdonare chi le ha fatto questo? Potrei forse dimenticare e passare sopra un crimine così grande? Era ancora una bambina …”
Di fronte a fatti e ad affermazioni di questo tipo non esiste che una risposta: rispettoso silenzio. Silenzio per comprendere la sofferenza di coloro ai quali è stata strappata la vita in modo tanto crudele e barbaro, quanto ingiusto. È il silenzio di chi comprende, è il silenzio di chi non accetta questo sistema di cose, è silenzio che non giudica e non condanna, ma è vicino a chi è morto dentro.

No,non possiamo passare sotto silenzio certi crimini, certe atrocità, non possiamo fare finta di niente, non possiamo avallare atti così crudeli compiuti molto spesso per futili motivi. No, non possiamo accettare un “perdonismo” e un “buonismo” che non
sanno di cristianesimo, ma solo di superficialità. E da questo punto di vista e non da altri che dobbiamo far partire la nostra
riflessione sull’istituzione della pena di morte se vogliamo comprendere i motivi per cui in ben 90 stati del mondo è ancora prevista. Tuttavia, è necessario e indispensabile, sia da un punto di vista umano che biblico – cristiano, eliminarla e abolirla.

SEI MOTIVI UMANITARI PER ABOLIRE LA PENA DI MORTE
PRIMO MOTIVO La pena di morte non serve come deterrente per i crimini. Molto spesso gli omicidi avvengono in momenti di
particolare ira, oppure sotto l’effetto di droghe o di alcool, oppure ancora in momenti di panico. In nessuno di questi casi si può pensare che il timore della pena di morte possa agire da deterrente. Inoltre la tesi della deterrenza non è assolutamente confermata dai fatti. Se infatti la pena di morte fosse un deterrente si dovrebbe registrare nei paesi mantenitori un continuo calo dei reati punibili con la morte e i paesi che mantengono la pena di morte dovrebbero avere un tasso di criminalità minore rispetto ai paesi abolizionisti. Nessuno studio è però mai riuscito a dimostrare queste affermazioni.

SECONDO MOTIVO L’applicazione delle norme giuridiche è spesso soggetta a errori umani dolosi o involontari. La pena di
morte non colpisce solo i colpevoli, ma anche, forse più spesso di quanto si immagini, persone innocenti. Uno studio dello
Stanford Law Review ha documentato in questo secolo 350 casi di condannati a morte negli Stati Uniti, in seguito riconosciuti innocenti. Di questi 25 erano già stati giustiziati, mentre altri avevano già trascorso decenni in prigione. 55 dei 350 casi risalgono agli anni ’70, 20 risalgono agli anni compresi tra il 1980 ed il 1985.

TERZO MOTIVO La pena di morte è un arma troppo potente in mano a governi sbagliati. Può essere sfruttata dal governo per
eliminare personaggi politicamente o religiosamente scomodi, alterando persino il concetto di gravita di certi atti.

QUARTO MOTIVO L’applicazione della pena di morte non incentiva la ricerca di sistemi preventivi. Quando viene applicata la pena di morte, la gente prova quasi un sentimento di soddisfazione, quasi che in questo modo il crimine commesso fosse ripagato, espiato, dimenticando in realtà che la vittima ha subito un’ingiustizia che non potrà mai essere ripagata.

QUINTO MOTIVO II diritto alla vita è un principio fondamentale su cui si basa la nostra società. Come nessun uomo ha il
diritto di uccidere un suo simile per qualsiasi motivo, così lo Stato, che agisce in quanto garante della giustizia, non deve mettersi sullo stesso piano di chi si macchia del più orribile dei crimini: l’omicidio.

SESTO MOTIVO La pena di morte è spesso usata in maniera discriminatoria nei confronti di minoranze razziali, dì persone povere e scarsamente istruite e in alcuni casi può essere usata come arma contro oppositori politici

TRÉ MOTIVI BIBLICI PER ABOLIRE LA PENA DI MORTE
PRIMO MOTIVO: Non uccidere, I 10 comandamenti sono la forma legislativa più alta e più “normale” che l’uomo abbia mai
avuto. Più alta perché proveniente da Dio stesso. Più normale, perché se mettiamo a nudo la nostra coscienza, ci rendiamo
conto che questa legge fa parte di noi, del nostro essere interiore

SECONDO MOTIVO: Solo Dio dona e toglie la vita. questa vita gli appartiene, Lui solo ha il potere di dare e togliere la vita. Lui
solo ha questo potere e questa autorità. Tuttavia sono secoli che l’uomo cerca, con ogni mezzo, di sostituirsi a Dio, cerca di
fare di se stesso un dio. Ma Dio ci dice: “Io do, io tolgo”. Non l’uomo.

TERZO MOTIVO: Chi è senza peccato scagli la prima pietra. In Giovanni 8 leggiamo che gli scribi e i farisei condussero a Gesù
una donna sorpresa in adulterio e, postala nel mezzo, gli dissero: “Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?”. Questo dicevano per metterlo alla prova e per avere di che accusarlo. Ma Gesù alzò il capo e disse loro: “Chi di voi è senza peccato, scagli per
primo la pietra contro di lei”.
Certo Gesù con questa frase non voleva appiattire la differenza tra i reati. Gesù non abolisce la
Legge. Non ha mai affermato che possiamo fare a meno della legge, di qualunque legge si tratti. Perché la legge regola e
disciplina i rapporti umani. Ma la legge umana non è sempre così vicina alla legge di Dio, è spesso imperfetta, è spesso
maschilista e razzista, perché se la donna era stata sorpresa in flagrante adulterio, dov’era l’uomo che stava con lei? Forse solo
la donna meritava la morte? E l’uomo? Ancora discriminazione. Ora ogni epoca e ogni cultura ha la sua scala di valori.
Affermare il principio della legalità della pena di morte significa lasciare in balia della cultura e della scala di valori del governo vigente la possibilità di uccidere uomini e donne su basi molto discutibili (è ciò che sta accadendo nei paesi asiatici quali
Cina e Giappone). Se giudichiamo possiamo sbagliarci, ma se
perdoniamo non ci sbaglieremo mai.


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