Chi sono i cristiani evangelici?


    evangelici

Essere evangelici

Evangelico proviene dal termine Evangelo (o Vangelo) che significa “buona notizia”. In effetti noi crediamo di doverci riferire al
Vangelo ed alla Bibbia come alla somma autorità per la nostra fede e condotta. L’uomo saprebbe molto poco su Dio e su se stesso se Dio non avesse parlato e non si fosse rivelato nella Sua Parola. Il Dio che emerge dalle pagine della Bibbia non è un Dio indifferente, immobile e muto, ma il Dio che parla. Per questo la Bibbia è importante, la sua centralità significa prima di tutto che la Bibbia è il mezzo particolare attraverso il quale Dio comunica la sua verità all’uomo. In questo senso essere evangelici significa essere coerenti con l’affermazione dì Dio come Signore, come Colui che ha parlato nella sua Parola e che attraverso di essa può liberare l’uomo da tutte le sue illusioni rivolgendogli una parola certa per la sua salvezza. Se la Bibbia è il mezzo attraverso il quale Dio comunica la sua verità all’uomo, allora ogni uomo ha la libertà d’accostarsi ad essa. Il potere e la chiarezza della Parola di Dio è tale da non aver bisogno d’altro sostegno che la sua stessa forza. Lo Spirito Santo è capace dì rendere efficace la Scrittura nel cuore delle persone. Per questo si parla anche di “sacerdozio universale” dei credenti. Nel senso che ciascun uomo, il più potente come il più umile, il più ricco come il più povero sono posti, nel loro rapporto con Dio, su di uno stesso piano. E se tutti sono liberi d’accostarsi alla Parola di Dio, tutti sono “sacerdoti”. Non c’è bisogno di mediatori umani tra Dio e gli uomini, ma tutti sono fratelli. Le chiese evangeliche non si riuniscono attorno a degli uomini che pure possono avere dei doni particolari da Dio, ma sono riunite da e attorno alla Parola di Dio.

Essere cristiani

Anche su questo termine ci sono troppi luoghi comuni. Con il termine “cristiani” si deve però intendere coloro i quali, come dice la Bibbia seguivano Gesù Cristo e si erano dati a Lui (Atti 11,26). In questo senso si deve pensare agli apostoli, ai discepoli, ai primi convertiti della Pentecoste, a quelli di Gerusalemme, Antiochia, Corinto, ecc. Si pensa a tutti coloro che nel tempo hanno subito scherni, flagelli, catene, lapidazioni. Oggi, soprattutto nel nostro mondo, non è sempre così. Ci si può chiedere però cosa potevano credere per giungere fino a quelle estreme conseguenze con la certezza di non essere degli illusi. Noi cristiani crediamo che Gesù sia il solo Signore. Siamo fermamente convinti dalla Parola di Dio, che al di fuori di Lui non sia possibile essere salvati “perché non v’è sotto al cielo alcun altro nome per il quale sì abbia ad essere salvati” (Atti 4,12). Gesù è per noi il solo Mediatore tra Dio e gli uomini (1 Timoteo 2,5), perciò non c’è bisogno di alcun altro che faccia da tramite tra Dio e gli uomini. Forse ci si può chiedere perché si ritiene di aver bisogno d’un Salvatore. Senz’altro perché in quanto esseri umani riconosciamo la nostra totale incapacità nel realizzare il bene secondo Dio. Ciò che la Bibbia chiama peccato non è una generica tendenza o determinazione casuale, il peccato è perversione del cuore. Per demolire questa corruzione non è possibile affidarsi a pratiche religiose (digiuni, pellegrinaggi, sofferenze o altro). Questo è ciò che propongono tutte le diverse religioni. Tutti i sistemi umani dicono: “Tu devi fare”. Tutti impongono all’uomo certe richieste che egli non può realizzare.
Cristo è invece venuto ad annunciare qualcosa di assolutamente diverso, un’autentica buona notizia: ” Tu non devi
giungere ad un certo livello di giustizia, io sono la tua giustizia. Tu non devi espiare i tuoi peccati, io li ho espiati”.

Tutto è compiuto

Gesù disse: “Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo” (Matteo 11,28). Qui non si tratta di migliora-
re, ma di cambiare radicalmente, non si tratta d’aggiornarsi, ma di convertirsi. Alle persone sconvolte dalle esigenze assolute di
Dio, il Vangelo di Cristo annuncia un perdono totale e quindi la pace. La sua opera è completa ed irripetibile. La grazia è ciò che
non si merita. Forse tanti la stanno cercando da tanto tempo senza rendersi conto che è un dono libero e sovrano di Dio che ama e chiama per nome. Poiché non è un diritto, ne qualcosa d’obbligato, essa può essere accolta solo per fede. “Chi crede nel Figlio ha la vita eterna”. La salvezza è un dono di Dio che vale per l’eternità.

In cosa consiste il culto degli evangelici?

Noi non abbiamo la “messa” cattolica, intesa come ripetizione del sacrificio di Cristo, perché crediamo che Gesù Cristo ha offerto sé stesso come “unico sacrificio per i peccati” di coloro che credono (leggi nella Bibbia in Ebrei 10:12 e Romani 6:9-10)
Ci riuniamo insieme per offrire al Signore la nostra adorazione, con le lodi, i canti, le preghiere e le testimonianze, offerte a Lui
nella semplicità, e meditiamo la Parola di Dio.

Perché i cristiani evangelici credono in Cristo ma non
nella Chiesa?

Noi crediamo sia in Cristo che nella Chiesa! La differenza con i cattolici è nel concetto di Chiesa: loro credono che la Chiesa sia quella di Roma. Noi evangelici crediamo che “la” Chiesa sia l’insieme di tutti i cristiani del mondo che credono in Gesù Cristo come loro Salvatore. In questo senso, la Chiesa Cristiana è detta universale (o “cattolica”) ed è anche chiamata nella Bibbia “il corpo di Cristo”, cioè l’insieme di noi cristiani, con a capo soltanto il Signore.

Quali sacramenti avete? Avete dei sacerdoti?

Abbiamo i sacramenti previsti dalla Bibbia: II battesimo in acqua (eseguito secondo l’esempio dei Vangeli), La santa cena, La confessione privata a Dio, II matrimonio, L’unzione degli infermi. Non abbiamo l’ordine sacro, perché non è previsto dalla Bibbia, secondo la quale tutti i cristiani sono santi e sono sacerdoti del Signore per offrire a Lui il sacrificio della nostra lode mediante Gesù Cristo (vedi 1 Pietro 2:5 e Apoc. 1:5-6).


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