Siamo davvero disposti a vincere?


    Traffic sign for Winners or Losers - business concept

Vittoria. La Bibbia ne parla e il Signore stesso la promette ai suoi figli. Vittoria sulla malattia e sull’avversità, ma anche vittoria sulla persecuzione. Si vince sulla malattia quando la guarigione viene, così come si vince sull’avversità quando i problemi vengono risolti. Allo stesso modo, si ottiene vittoria sulla persecuzione quando, nonostante tutto, si continua a servire il Signore. A volte quelli che complottano il male contro i cristiani servitori del Signore, vengono spesso smascherati da Dio stesso, perché è vero che Dio ama anche i persecutori, certamente, ma sa anche proteggere i Suoi figli, e sa bene in che maniera agire per il bene di tutti.
Queste cose  sono parte delle vittorie che Gesù e gli apostoli ci hanno assicurato. “Ma ringraziato sia Dio che ci dà la vittoria per mezzo del Signor nostro Gesù Cristo” [1^ Cor. 15:57].

Vittoria… eppure, nonostante questa parola risuoni dolce, essa nasconde impegno e virtù che spesso vengono poco considerate.

Tutti i credenti vogliono vincere, certo, ma non tutti i credenti sono poi disposti a pagarne il prezzo. Tutti i credenti desiderano avere la vittoria sulle prove e sulle circostanze negative della vita, ma poi non tutti sono disposti ad assumersi le responsabilità che queste vittorie comportano. Ci sono vittorie alle quali tutti i credenti sono stati destinati, ma c’è anche un atteggiamento che il credente deve assumere, affinché queste vittorie si manifestino… un prezzo che tutti i credenti, in un modo o nell’altro, dovrebbero anche essere disposti a pagare.

Ma quale sarebbe il prezzo da pagare? Quali, gli atteggiamenti da assumere?
Il primo, è il saper rimanere fermi nella fede e non mollare, quando la malattia o l’avversità sembrano prevalere nella propria vita. L’altro è camminare in amore e non cedere alle contese ed alle provocazioni.
Infatti, se è facile rimanere fedeli quando le cose vanno bene, non lo è affatto quando invece le circostanze sono avverse e la soluzione sembra tardare. Ma è proprio in quei momenti che la vittoria si costruisce. Spesso, si pretende la vittoria ma poi non si ha la costanza di rimanere fermi durante i momenti di prova. Ma non possiamo ottenere la vittoria senza la radice che la determina!
vittoria sui problemi e sui persecutori non viene all’improvviso, come fosse una sorta di magica soluzione, ma è il frutto di un cammino consigliato dal Signore, è il saper reagire in linea con le promesse di Dio.

Non si vince la battaglia quando le cose vanno bene, ma spesso, quando le cose vanno bene, è perchè la battaglia è già stata vinta oppure perchè non è ancora cominciata.Ecco perchè se le cose vanno male, non è detto che tu abbia perso la tua battaglia… il più delle volte, la stai combattendo proprio in quel momento!

Ma vuoi vedere come l’apostolo Paolo definisce la tua battaglia? Ecco qua: “Combatti il buon combattimento della fede…” [1^ Timoteo 6:12]. Il combattimento, l’apostolo, lo chiama “buono”. Ma perché?
Lo chiama buono perchè lo abbiamo già vinto! La Scrittura ci sta dicendo che se combattiamo il combattimento seguendo le regole che essa consiglia, la vittoria ci viene garantita. Nota infatti che il nostro combattimento deve essere “combattimento della fede”, e non della carne, o della rassegnazione.
La differenza è tutta qua. Il combattimento della fede prevede… la fede!E la fede prevede un tempo in cui, nonostante le circostanze siano avverse, il credente continua a credere in Dio e ad avere fiducia nella soluzione da Lui stesso promessa.

Pertanto, se stai affrontando una situazione difficile, non pensare di aver perso, perché probabilmente stai vivendo la tua battaglia proprio adesso. Non mollare, ma rimani fermo nel Signore!Molti mollano la presa proprio ora, non rendendosi conto che è invece in questo tempo di transizione che la vittoria si edifica. Alcuni si lasciano andare allo sconforto ed alla rassegnazione, mentre altri cedono alle contese ed alle dicerie, eppure non sono queste le reazioni che ci assicurano la vittoria. Il combattimento, non dimentichiamolo, deve essere “della fede”, e non “della carne”. Se solo riusciamo a non cedere e a continuare a rimanere in fede, la vittoria non può che manifestarsi anche nella nostra vita. Non è affatto facile, lo so bene. Lo stesso apostolo ha detto che non lo è. Infatti, parlando del nemico che cerca di ostacolarci in ogni maniera, lui dice: “Resistetegli, stando fermi nella fede…” [1^ Pietro 5:9].Non servirebbe “resistere” se non ci fosse qualcuno (o qualcosa) che tenti di farci mollare!
La vera battaglia, quindi, si combatte proprio quando siamo tentati di cedere e di rassegnarci, quando le cose sembrano andare per il verso sbagliato, la si combatte nella nostra mente quando il nemico ci sussurra che non esiste alcuna soluzione alla nostra sfida.
Sono questi i momenti in cui non dobbiamo mollare.
Sono questi i momenti in cui dobbiamo continuare a lodare il Signore e a camminare nelle Sue vie, anche se non ci andrebbe di farlo. La Bibbia lo chiama “sacrificio di lode”…
Sono questi i momenti in cui non dobbiamo dire: “La fede non funziona… va tutto storto… chi me lo fa fare…”, ma dobbiamo invece continuare a credere e a confidare nelle Sue promesse. E inoltre, sono proprio questi i momenti in cui il nostro carattere viene formato e la nostra fede viene messa all’opera. E un carattere formato è un ottimo strumento che il Signore potrà usare con potenza, nel futuro…

In effetti, la nostra carne è portata a lamentarsi e a desistere, alla nostra carne, in realtà, non piace affatto resistere nella fede, ma questo non è un problema di qualche singolo credente, no, questa è una triste caratteristica della nostra carne.

Grazie al cielo, un giorno avremo un corpo nuovo e la “carne” non sarà più un problema, ma fino a quel giorno l’avremo e pertanto dobbiamo imparare ad avere a che fare con essa. Non è una passeggiata, e di questo ce ne siamo accorti tutti, ma qualcosa  possiamo sempre farla.La nostra carne, sebbene sia stata detronizzata, continua ancora a dire la sua, e lo fa con un gran chiasso! La carne non possiamo eliminarla, ma possiamo però rifiutare di percorrere la strada che ci suggerisce.
Ecco perché l’apostolo Paolo ci ha consigliato di non seguire i consigli della carne, né i pensieri che essa ispira, proprio perché sono suggerimenti che inducono a “mollare la presa”, e se molliamo la presa, la vittoria rimarrà solo un lontano e inavvicinabile miraggio.
Siamo destinati a vincere, è vero, ma questo significa che siamo anche destinati a non mollare quando ci andrebbe di farlo, questo, è il prezzo da pagare per la vittoria, è la parte più impegnativa, ma è anche quella che ci porta dritti al trionfo per l’aiuto di Gesù!
Solitamente, come ho accennato, sono due, le grandi aree in cui i credenti affrontano le battaglie maggiori: l’area della prova/tentazione, e l’area della persecuzione.
Le prove e le tentazioni sono una realtà, proprio come lo sono le persecuzioni, e la comune caratteristica di queste situazioni è quella di farci credere che siamo destinati a cedere e a perdere la battaglia.
Quando le persecuzioni vengono, infatti, tutti noi siamo tentati di rispondere per le rime, ma se ci comportassimo in questo modo non faremmo altro che cadere allo stesso livello carnale dei nostri accusatori. In effetti, a nessuno di noi piace essere ingiuriati e maltrattati, ma questo fa parte del cristianesimo, e per quanto non sia piacevole, è una naturale conseguenza del nostro esporci a motivo della Parola e della verità che il Signore ha piantato in ciascuno di noi.

A volte, sono solo le gelosie quello che portano gli altri ad accusare i figli di Dio, ma qualunque sia il motivo noi non siamo chiamati a rispondere per la carne, no, non è così che la vittoria viene. La nostra vittoria deve venire da Dio, limpida e cristallina come solo Lui può portarla, ed è questa la vittoria che noi tutti desideriamo.
A volte occorre del tempo, è vero, ma se desistiamo dal fare la nostra giustizia, vedremo la vittoria di Dio. Eppure, spesso i credenti impiegano male questo spazio di tempo,  spesso lo impiegano nel rancore e nella diceria, invece di lasciar operare il Signore.

Questo perché la nostra carne è sempre all’erta, e non si lascia sfuggire occasione di poter dire la sua.Pertanto, rimanere fermi nella fede e continuare a camminare in amore deve essere la nostra risposta come figli dell’Iddio vivente.Ma la carne “parla” anche durante la malattia… oh, se parla! tra la malattia e la guarigione esiste un tempo, un tempo che andrebbe impiegato per credere in Dio e non per ascoltare le bugie che giungono alla nostra mente. Così facendo, sono sicuro che molte infermità sparirebbero più in fretta che mai.
Non dico che per ogni malattia debba essere così, ma posso assicurarvi che gran parte di esse si risolverebbero semplicemente spendendo meglio questo “tempo” che intercorre tra la manifestazione dell’infermità e la guarigione vera e propria.Quando il male avanza e la guarigione sembra non arrivare, la tentazione di mollare è forte. Quando l’infermità è presente, non è affatto facile rimanere fermi nella fede e non cedere alla rassegnazione, ma resistere nella fede significa andare contro ogni circostanza naturale ed ogni evidenza fisica, e non si tratta di una battaglia facile.

Spesso, significa andare anche contro i propri cari e coloro che, seppur in buona fede, tendono a smontare la fede in Dio, ed a scoraggiare il malato riguardo una risposta divina al suo problema.Non è facile resistere in fede durante la malattia, certo. Se lo fosse, tutti lo farebbero.Eppure, la vittoria richiede proprio questo prezzo: resistere in fede e non mollare, e farlo proprio quando le cose vanno male.Tutto questo non è facile, è vero, ma è possibile.Non è nemmeno sempre piacevole, eppure è quello che siamo chiamati a fare.
Ma la ricompensa, cari nel Signore, è la vittoria che il Signore promette!Vittoria sulla malattia, vittoria sulle prove e sulle tentazioni, vittoria sulle persecuzioni.

E quando la vittoria viene, significa che la prova, la tentazione o la persecuzione non potrà in alcun modo ostacolarti o impedirti di compiere la volontà di Dio per la tua vita.
•E allora, siamo ancora disposti a voler vincere?
•Considerando il prezzo che c’è da pagare, vogliamo davvero vincere?
•Desideriamo veramente avere la vittoria sulle prove e sulle tentazioni, sulla malattia, sui rancori e sui nostri accusatori?

Se vogliamo davvero vincere, allora significa che siamo anche disposti a pagarne il prezzo. Un prezzo che si chiama “resistere nella fede” e “camminare in amore”. Si, sembra facile, ma in realtà non lo è affatto, anche chi vi parla è conscio del fatto che deve fare ancora molto cammino prima di giungere a quella statura spirituale che il Signore Gesù ci esorta ad avere. Ma del resto, se fosse stato facile, Gesù non ci avrebbe assicurato il suo personale aiuto!

Ma ringraziato sia il Signore che, nonostante i nostri difetti e le nostre debolezze, ci fa sempre trionfare e continua a prometterci la Sua assistenza dove ne abbiamo bisogno.
“Lo Spirito”, scrive l’apostolo Paolo, “ci sostiene nelle nostre infermità…”. Il termine qui tradotto con “infermità” significa letteralmente “area in cui siamo deboli”,”area in cui manchiamo di forze”.

Quando sembra che non abbiamo la forza per resistere nella fede e per camminare in amore, quando sembra che stiamo per mollare la presa e cedere alla prova, ecco che lo Spirito Santo è pronto a darci una mano. Gloria! Questa è una meravigliosa notizia, non trovi?
Carissimi! Smettiamo di affrontare la battaglia da soli! Non cessiamo di rimanere saldi nella nostra fede per la guarigione o per la soluzione ai nostri problemi, anche quando non ci andrebbe affatto di farlo.

Questo è parte del prezzo per la vittoria, un prezzo che però vale la pena pagare, la bella notizia è che è possibile! E se Gesù ha detto che è possibile, allora significa che in qualche modo, con il Suo aiuto, siamo stati equipaggiati per riuscire nell’impresa.

Un equipaggiamento che si chiama “Cristo in noi”, speranza di gloria.


Commenti

One Response to Siamo davvero disposti a vincere?



Pubblica un commento adesso!

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Username*


Email*


Blog / Homepage?


Commento*


È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>