Parole da Dio


    conforto

La prima volta che ho lasciato fluire l’inchiostro è stato a scuola. Nei miei temi di bambina infilavo tutte le mie fantasie ed i miei desideri innominati. Scrivevo e costruivo grandi case con i tetti fumanti ed il camino acceso, un giardino all’esterno ed un lungo, lungo viale. Unica via dalla quale si poteva accedere alla mia immaginata abitazione. Costruivo amici ed amiche, dialoghi ricchi e larghi sorrisi intorno a me di amore e di compiacenza. Come fa un pittore con la tela io, da bambina, disegnavo con le parole. Disegnavo le parole. È stato lì, in quegli anni, che ho capito di possedere un talento. Una forma di comunicazione per trasmettere tutto il mio mondo, il mio più profondo non detto interiore.

Con il passare del tempo e crescendo ho scelto e deciso per il mio lavoro di avvocato, ho perseverato con difficoltà ma indicibile testardaggine fino al traguardo. Ed ho avuto la conferma, sì ho davvero un grande talento. Una lingua affilata che raggiunge l’obiettivo, una penna sagace e pungente che convince e per questo motivo vince. Per lungo tempo nel segreto, accanto a tutti i miei scritti di lavoro, ho scritto di me e di storie conosciute e sconosciute continuando a trasfondere acqua nel mio silenzioso fiume, insieme ai detriti che a volte intasavano il passaggio.

L’ho fatto in uno spazio che una volta custodivo così gelosamente da non parlarne con nessuno o almeno non con tutti indistintamente. E’ un mistero, l’animo umano, un mistero che solo Dio sa spiegare perché solo Dio ci conosce così profondamente da avere il perché di tutto. Ed è un mistero come si senta un così grande bisogno di comunicare, di tendere la mano per avere aiuto, di gridare per essere ascoltati e allo stesso tempo si decida di chiudere tutte le porte di accesso dall’esterno. La paura, è la paura una delle grandi armi letali. Di essere incompresa, di essere giudicata, di essere derisa perfino. E la paura nasce da tutte quelle ferite che nella vita hanno per la prima volta fatto sperimentare il senso della incomprensione, del giudizio, della derisione. E se non sono guarite quelle ferite la paura continuerà a comandare perfino il tuo talento.

Ho scritto fiumi e fiumi di inchiostro, così tante parole da chiedermi più volte se ve ne fossero di altre e nuove che non avevo mai usato prima. Perché a volte le parole ti stanno strette, o non le trovi oppure non sai come usarle. E la risposta era sempre la stessa. Questa è la tua lingua, questi i tuoi disegni. Un costante, affannato urlare. E il quadro che ne veniva non era certo perfetto, ma era il mio e ciò mi bastava per esserne in qualche modo soddisfatta.

Poi è giunto un giorno in cui Dio, così grande, mi ha fatto visita mettendo un sigillo di fuoco dentro di me attraverso la salvezza che Gesù, morendo sulla croce, mi ha regalato senza alcun mio merito. È entrato nella mia vita così forte che ha trasformato il mio modo di comunicare. Quello stesso Dio che ha aperto il mare in due per far passare sull’asciutto il suo popolo scelto, quello stesso Dio ha aperto il mio cuore e ha guarito la mia anima, risollevato il mio spirito afflitto e triste, toccato il mio corpo e dato un nuovo vigore. Ho gridato, ed Egli ha ascoltato il mio grido. Ho teso la mano per ricevere aiuto ed Egli mi ha presa e mi ha portato nel suo palmo, saldo e stabile. Ho pianto ed Egli, misericordioso e fedele, ha asciugato ogni mia lacrima. Ogni mia lacrima. Egli sì, era attento fin da bambina a tutte le mie parole, a tutti i miei desideri, a tutte le mie angosce più nascoste.

Ogni cosa ha il suo tempo e Dio, che è padrone del tempo, sa quando. Dio, che ha creato il cuore dell’uomo, sa come. Trasformando la mia lingua, dandomi parole nuove. Parole che mai avrei immaginato prima. Di ringraziamento, per aver dato un valore vero ed insostituibile alla mia vita. Di fede, perché vedrò cose che non ho mai visto e sentirò cose che le mie orecchie non hanno mai sentito. Di gioia, perché tutto passa ma Dio è e non cambia né cambierà mai. Di speranza, perché la Sua Parola è perfetta. Di guarigione, perché è Lui solo che ha sanato ogni mia ferita. Di eternità, come quella che vivrò.


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