Quando decidi seriamente…


    decisione

QUANDO DECIDI SERIAMENTE PER DIO, DECIDI DI ENTRARE IN GUERRA

 

INTRODUZIONE

Dopo la conversione, c’è un tempo più o meno lungo, in cui siamo come bambini riguardo alle cose spirituali. Siamo concentrati solo su noi stessi e sui nostri bisogni, il senso di chiesa come famiglia, e della battaglia spirituale, ancora non è ben definito nelle nostre vite.

Questo è il tempo della fanciullezza spirituale, un tempo in cui siamo si, dei credenti, ma non possiamo ancora definirci discepoli. Di conseguenza siamo meno pericolosi per il diavolo, quindi egli è meno interessato a noi. Siamo insomma, pesci piccoli.

Col tempo però, se ci nutriamo opportunamente, se ci abbeveriamo alla sua parola, cresce dentro di noi e si definisce sempre più il vero senso della nostra esistenza su questa terra, cioè non vivere più per noi stessi, ma per Dio. (Fil.1:21… il vivere è Cristo…)

Proprio in questo tempo, inizia in noi un nuovo percorso, che ci trasformerà da semplici credenti, in discepoli, per realizzare il progetto di Dio nella nostra vita.

Ripercorrendo nel libro dell’Esodo, le tappe del popolo d’Israele dall’Egitto a Canaan, noteremo diverse similitudini con il cammino di un cristiano che sceglie di fare sul serio con Dio.

PRIMA PARTE

Il popolo d’Israele era schiavo degli Egiziani, da quattrocento anni. Mosè fu chiamato da Dio per guidare il suo popolo fuori dall’Egitto per vivere in un paese dove scorreva latte e miele. La terra di Canaan. Così Mosè e Aronne parlarono al faraone per dirgli di lasciarli andare, ma ricevettero una risposta tutt’altro che positiva.

Esodo 5:5-9 Il faraone disse: «Ecco, ora il popolo è numeroso nel paese e voi gli fate interrompere i lavori che gli sono imposti». 6 Perciò quello stesso giorno il faraone diede quest’ordine agli ispettori del popolo e ai suoi sorveglianti: 7 «Voi non darete più, come prima, la paglia al popolo per fare i mattoni; vadano essi a raccogliersi la paglia! 8 Comunque imponete loro la stessa quantità di mattoni di prima, senza diminuzione; perché sono dei pigri; perciò gridano, dicendo: “Andiamo a offrire sacrifici al nostro Dio”! 9 Questa gente sia caricata di lavoro e si occupi di quello, senza badare a parole bugiarde».

Osserviamo il contesto: Fino a quel momento gli Israeliti avevano vissuto una vita abbastanza piatta, casa e lavoro, ma ad un certo punto, si presentano a loro, Mosè ed Aronne dicendogli di essere stati mandati da Dio per liberarli. A queste parole, dopo qualche perplessità iniziale, gli Israeliti si erano entusiasmati, e la speranza di tornare ad essere un popolo libero si era riaccesa nei loro cuori, ma ora, dopo queste parole del Faraone, erano confusi.

  • Sei uno di quelli che ad un certo punto della tua vita cristiana ti sei sentito insoddisfatto, e hai pregato in un modo nuovo, offrendo tutta la tua vita a Dio?
  • Hai ultimamente fatto un nuovo patto con Dio riconsacrando la tua vita a Lui?

Se sei uno di questi, e hai deciso di camminare in obbedienza a Dio, allora ti sei arruolato come volontario nelle prime linee della lotta spirituale tra Dio e satana.

Ingaggiare la lotta spirituale equivale a dichiarare pubblicamente di essersi schierato a favore di una delle parti in guerra. Nel nostro caso abbiamo scelto di stare dalla parte di Dio.

La prima reazione da parte del nemico a questa tua decisione, è farti spaventare, procurarti un afflizione di tipo materiale (un danno economico), fisico (le ultime analisi del sangue non sono molto buone) o psicologico (ansia, scoraggiamento, depressione). Se hai scelto di fare sul serio con Dio, molto probabilmente in uno di questi ambiti le cose peggioreranno, e sarai confuso. La disperazione ti porterà a cercare qualcuno su cui sfogare la tua frustrazione.

È proprio così che hanno fatto gli Israeliti. Esodo 5:20-21 Uscendo dal faraone, incontrarono Mosè e Aronne, che stavano ad aspettarli, 21 e dissero loro: «Il SIGNORE volga il suo sguardo su di voi e giudichi! poiché ci avete messi in cattiva luce davanti al faraone e davanti ai suoi servi e avete messo nella loro mano una spada per ucciderci».

Quando siamo confusi e arrabbiati, la prima cosa che la nostra natura carnale ci suggerisce, è di prendercela con qualcuno. Facciamo così per cercare di capire perché ci succede tutto questo. Però, noi sappiamo che gli uomini non hanno tutte le risposte, ed è quindi importante che in questi momenti abbiamo la saggezza di tornare a Dio, e chiedere a Lui.

A differenza degli Israeliti, Mosè fece proprio così. Esodo 5:22-23 Allora Mosè tornò dal SIGNORE e disse: «Signore, perché hai fatto del male a questo popolo? Perché dunque mi hai mandato? 23 Infatti, da quando sono andato dal faraone per parlargli in tuo nome, egli ha maltrattato questo popolo e tu non hai affatto liberato il tuo popolo».

Notiamo: ” da quando sono andato dal faraone per parlargli in tuo nome,”   Vedete! la differenza sta nell’azione. Prima Mosè anche se credeva in Dio, non si muoveva, pascolava le sue pecore naturali,ma quando ha deciso di lasciare quelle pecore per pascolare il gregge di Dio, quando ha deciso di alzarsi e andare di persona ad affrontare il nemico, tutto cambia. Le cose peggiorano. Ma Mosè a differenza del popolo, non discute ne col faraone, ne con i suoi fratelli Israeliti. Si ritira per cercare Dio.

È necessario spostare lo sguardo dalle persone e dal problema, e volgerlo verso il Signore. Non è peccato chiedere spiegazioni a Dio Isaia 43:26 Fammi ricordare, discutiamo insieme;
parla tu per giustificarti.

 

 

Dio desidera parlarci, guidarci e, quando siamo scoraggiati e confusi durante il percorso, Egli vuole soprattutto rassicurarci confermandoci le sue promesse. Esodo 6:6-7 Perciò, di’ ai figli d’Israele: “Io sono il SIGNORE; quindi vi sottrarrò ai duri lavori di cui vi gravano gli Egiziani, vi libererò dalla loro schiavitù e vi salverò con braccio steso e con grandi atti di giudizio. 7 Vi prenderò come mio popolo, sarò vostro Dio e voi conoscerete che io sono il SIGNORE, il vostro Dio, che vi sottrae ai duri lavori impostivi dagli Egiziani.

Spesso però siamo talmente afflitti e scoraggiati che abbiamo difficoltà a credere alla parola di Dio trasmessaci da qualcun’altro Esodo 6:9 Mosè parlò così ai figli d’Israele; ma essi non diedero ascolto a Mosè a causa dell’angoscia del loro spirito e della loro dura schiavitù.

Quando siamo profondamente scoraggiati, non è certamente facile rialzarsi solo perché qualcuno, il pastore, un anziano ecc. ha avuto una rivelazione e la sta condividendo con te.

L’unico modo per restare in piedi, è quello di avere una nostra comunione personale e giornaliera con Dio. Non c’è un’altro modo, altrimenti saremo impreparati di fronte agli attacchi del nemico.

SECONDA PARTE

Le dieci piaghe ci parlano dei tempi di Dio che a volte non sono affatto brevi. Il cammino del discepolo verso la vittoria, è un cammino di fermezza e perseveranza. Filippesi 1:27 Soltanto, comportatevi in modo degno del vangelo di Cristo, affinché, sia che io venga a vedervi sia che io resti lontano, senta dire di voi che state fermi in uno stesso spirito, combattendo insieme con un medesimo animo per la fede del vangelo,

Il diavolo infatti non arretrerà al primo tentativo, il tuo cammino di santità sarà provato, comportatevi in modo degno. La tua fede sarà messa alla prova state fermi per vedere se veramente credi, se conosci le scritture. Il tuo essere uno con la chiesa sarà vagliato stesso spirito. Il tuo camminare al fianco dell’autorità della chiesa, cioè il pastore, sarà provato combattendo insieme Tutto questo mostrerà al diavolo che sei veramente consapevole dell’autorità che hai.

Cominciamo innanzitutto dicendo che in questo contesto, il faraone rappresenta il diavolo, e il passaggio dall’Egitto alla terra promessa (che di solito è figura del passaggio dalla vecchia vita, alla nuova in Cristo) lo utilizzeremo come passaggio da credente a discepolo.

1) l’acqua mutata in sangue  2) le rane Questi due primi segni non scalfirono neanche la volontà del faraone di non far partire il popolo di Israele, anche perché i maghi del faraone riuscirono a fare la stessa cosa Esodo 7:22 Ma i maghi d’Egitto fecero la stessa cosa con le loro arti occulte, e il cuore del faraone si indurì: egli non diede ascolto a Mosè e ad Aronne, come il SIGNORE aveva predetto. è importante capire in questo passaggio, che all’inizio del cammino cristiano, abbiamo poca conoscenza, esperienza ecc. quindi il diavolo ci scoraggia facilmente con i suoi trucchi. Ed è triste vedere cristiani convertiti da anni lasciarsi ingannare, perché sono pigri nella lettura della bibbia e nella comunione con Dio

3) le zanzare – questa piaga aveva un aspetto molto umiliante per gli Egiziani. I sacerdoti della loro religione dovevano essere scrupolosamente puliti. Per poter svolgere i loro riti religiosi, i sacerdoti si depilavano ogni due giorni e si lavavano continuamente. Ora, essendo coperti di moscerini, erano considerati impuri. Quindi, questa piaga non solo dava grande fastidio agli Egiziani, ma mostrava che il Dio degli Ebrei era capace di rendere impossibile per loro esercitare la loro religione. Questa era un’ulteriore chiara prova che il Dio degli Ebrei era totalmente sovrano sugli dèi d’Egitto.

Anche questa volta, il faraone chiamò i maghi perché potessero imitare la piaga. Esodo 8:18-19 I maghi cercarono di fare la stessa cosa con le loro arti occulte per produrre le zanzare, ma non poterono. Le zanzare infierivano sugli uomini e sugli animali. 19 Allora i maghi dissero al faraone: «Questo è il dito di Dio». Ma il cuore del faraone si indurì e non diede ascolto a Mosè e ad Aronne, come il SIGNORE aveva detto.

Questa volta, i maghi non riuscirono nemmeno a imitare la piaga, tanto meno a toglierla. I maghi stessi capivano che il vero Dio era all’opera. Nonostante questo, il cuore del faraone si indurì ancora di più.

Comunque, tutto andava secondo il piano di Dio, secondo il quale il faraone sarebbe rimasto con il cuore indurito, finché Dio non avesse finito di mandare tutte le piaghe sull’Egitto. In questo modo, Dio sarebbe stato glorificato, e al momento giusto, avrebbe liberato il suo popolo dalla schiavitù.

Questo vale allo stesso modo per il nostro cammino. A volte le prove sono rese da Dio lunghe affinché impariamo a riconoscere la mano di Dio nella nostra vita, e a glorificarlo. In questo modo, saremo trasformati nel carattere per sempre.

 

4) le mosche velenose – potrebbe sembrare che il faraone stesse offrendo loro la possibilità di ubbidire a Dio, però, leggiamo attentamente quello che dichiara: Esodo 8:25 Il faraone chiamò Mosè e Aronne e disse: «Andate, offrite sacrifici al vostro Dio nel paese».

Egli dice: andate ad offrire sacrifici nel paese. Cioè, egli dà loro il permesso di uscire dalle loro case, ma non di lasciare l’Egitto, come invece era stato comandato da Dio. Il faraone stava cercando di trattare con Dio.

Quanto è importante capire che non si può trattare con Dio. Quanto tempo, spesso anni, si potrebbero risparmiare, capendo questa verità. Dio è Dio, non si tratta con Lui. Quello che Egli dichiara è l’unica via, l’unico modo, l’unica possibilità. Molto spesso gli uomini cercano di trattare con Dio, anziché ubbidire, ma è tutto inutile. Così Mosè, non si lascia coinvolgere dal diavolo in questo compromesso, e sotto la guida di Dio, rifiuta totalmente di trattare con il faraone.

 

5) la mortalità del bestiame 6) le ulceri 7) la grandine e fuoco – per ancora tre piaghe il faraone indurì il suo cuore e non fece partire gli Israeliti. Esodo 9:25-26 La grandine percosse, in tutto il paese d’Egitto, tutto quello che era nei campi: uomini e bestie; la grandine percosse ogni erba dei campi e fracassò ogni albero della campagna. Ma ancora una volta vediamo che Dio protegge i suoi.26 Solamente nella terra di Goscen, dov’erano i figli d’Israele, non cadde grandine.

8) le cavallette – dopo questo segno, il faraone sembra volerli lasciar partire, ma detta ancora una condizione, vuole che partano senza le loro famiglie. Mosè rifiuta restando fermo sulla volontà di Dio

9) le tenebreEsodo 10:21-23 Poi il Signore disse a Mosè: «Stendi la mano verso il cielo: verranno tenebre sul paese di Egitto, tali che si potranno palpare!». 22 Mosè stese la mano verso il cielo: vennero dense tenebre su tutto il paese d’Egitto, per tre giorni. 23 Non si vedevano più l’un l’altro e per tre giorni nessuno si potè muovere dal suo posto. Ma per tutti gli Israeliti vi era luce là dove abitavano. Se siamo in comunione con Dio, anche in mezzo a percorsi difficilissimi della vita, noi possiamo sempre vedere la luce della guida di Dio che ci mostra la strada. Questa luce viene dalla comunione con lo Spirito Santo. Qui il faraone si arrabbia con Mosè e Aronne, passa alle minacce e gli dice addirittura di non presentarsi più alla sua presenza.

Importantissimo questo punto! come vedete siamo alla penultima piaga, ancora un piccolo sforzo ed è fatta. Eppure qui il faraone minaccia di morte Mosè e Aronne. è importantissimo restare fermi, perché troppo spesso ad un passo dalla fine, proprio quando stiamo per essere liberati, molliamo. STIAMO FERMI!

10) la morte dei primogeniti. – c’è bisogno che l’ultima piaga sia compiuta perché il faraone faccia partire il popolo d’Israele. A mezzanotte, il SIGNORE colpì tutti i primogeniti nel paese d’Egitto, dal primogenito del faraone che sedeva sul suo trono al primogenito del carcerato che era in prigione, e tutti i primogeniti del bestiame. 30 Il faraone si alzò di notte, egli e tutti i suoi servitori e tutti gli Egiziani; e vi fu un grande lamento in Egitto, perché non c’era casa dove non vi fosse un morto. 31 Egli chiamò Mosè ed Aaronne, di notte, e disse: «Alzatevi, partite di mezzo al mio popolo, voi e i figli d’Israele. Andate a servire il SIGNORE, come avete detto. 32 Prendete le vostre greggi e i vostri armenti, come avete detto; andatevene, e benedite anche me!» 33 Gli Egiziani fecero pressione sul popolo per affrettare la sua partenza dal paese, perché dicevano: «Qui moriamo tutti!» 34 Il popolo portò via la sua pasta prima che fosse lievitata; avvolse le sue madie nei suoi vestiti e se le mise sulle spalle. 35 I figli d’Israele fecero come aveva detto Mosè: domandarono agli Egiziani oggetti d’argento, oggetti d’oro e vestiti; 36 il SIGNORE fece in modo che il popolo ottenesse il favore degli Egiziani, i quali gli diedero quanto domandava. Così spogliarono gli Egiziani.

Alleluia! voi e i figli d’Israele ancora greggi ancora armenti ed infine il SIGNORE fece in modo che il popolo ottenesse il favore degli Egiziani, i quali gli diedero quanto domandava. Così spogliarono gli Egiziani.

Chi è che comanda!!! – chi è che governa tutto l’universo!!! – e chi invece deve restituire ogni cosa con gli interessi!!! -  wuaaaaaaaaaaoooooooooooo!!!!! GLORIA A DIO!!!

 

 

CONCLUSIONE

Questa non è solo una bella storia. È la nostra vita. Le prove sono situazioni vere e reali che tocchiamo con mano. Similmente, quello che abbiamo letto in Esodo era la reale situazione degli Ebrei.

Ricordiamoci di questo, quando leggiamo la storia degli Ebrei, per capire meglio quello che leggiamo. Quello che per noi è la fine di un capitolo, per gli Ebrei era ancora una volta un rifiuto del faraone a lasciarli andare. La loro schiavitù continuava ancora. Stavano ancora aspettando di vedere come Dio li avrebbe liberati dalla loro dura schiavitù. Avevano la promessa di Dio, dovevano camminare per fede.

Quante volte noi ci fermiamo a vedere solamente quello che stiamo passando al momento, senza capire che stiamo vedendo solamente una piccola parte di tutto quello che Dio sta facendo nella nostra vita.

Riusciamo a capire che come Dio ebbe un grande piano per gli Ebrei, così ha un grande piano per noi! che come Dio aveva perfettamente cura per gli Ebrei, così ha perfettamente cura di noi! Come Dio stava compiendo grande cose, sta compiendo grandi cose anche ora. Gesù Cristo sta costruendo la sua Chiesa, e sarà pienamente vittorioso.

Ricordiamo che Dio è onnipotente. Egli è pienamente in controllo di tutto il mondo. Non capiamo sempre il perché di tutto quello che Dio fa, ma possiamo essere tranquilli che Dio è in controllo. Quando ci arrivano prove e difficoltà, possiamo sapere che sono sotto il controllo di Dio.

Possiamo anche gioire sapendo che Dio fa una grande distinzione tra come tratta noi e come tratta coloro che non sono suoi figli.

Noi abbiamo ogni benedizione spirituale in Cristo. Abbiamo la presenza di Dio in noi, e la sua potenza all’opera in noi. Egli fa cooperare tutte le cose per il nostro bene. Dio ha perfettamente cura di noi.

Non dimentichiamo mai che siamo il popolo di Dio, e che da semplici credenti, abbiamo scelto di essere discepoli, con le responsabilità, e i meravigliosi privilegi che questo comporta.

Adoriamo il Dio che è il sovrano SIGNORE dell’universo. Nessuno riesce a ostacolarlo. Ringraziamo Dio che siamo il suo popolo. Viviamo alla sua gloria.

 

 

 

 

 


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